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martedì 6 luglio 2010

Il Consiglio degli Studenti sul DDL Gelmini (5/7/2010)

*Il Consiglio degli Studenti dell’Università di Pisa,*

*PRESO ATTO delle manifestazioni di dissenso nei confronti del Disegno di Legge 1905 “Gelmini” e delle recenti iniziative governative in materia di Università pubblica

CONSIDERATE le posizioni espresse dai Consigli di Facoltà di Medicina e Chirurgia, Economia, Ingegneria, Lingue e Letterature Straniere, Scienze Politiche, Scienze MM.FF.NN, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Medicina Veterinaria, Agraria, Farmacia;

PRESO ATTO delle mancate approvazioni delle programmazioni didattiche per l'a.a. 2010/11 nella quasi totalità delle facoltà del nostro Ateneo, anche in conseguenza dell'indisponibilità, da parte dei ricercatori, ad accettare incarichi didattici non obbligatori per legge

RILEVATA la condivisione della protesta del personale ricercatore, da parte di diversi docenti associati ed ordinari, i quali non intendono assumere incarichi didattici eccedenti le previsioni di legge;

CONSIDERATA la mozione della CRUI, che esprime sostanziale apprezzamento per il ddl 1905


*RITIENE CHE:*

1. la riduzione continua delle risorse economiche impedisca il buon funzionamento dell’Università, aggravando la situazione di già pesante sofferenza, e renda impossibile la programmazione delle attività didattiche e di ricerca;
2. la marginalizzazione dei ricercatori a tempo indeterminato e la creazione del “ricercatore a tempo determinato”( per il quale non si garantiscono le risorse necessarie per l’avanzamento di carriera, né un'adeguata programmazione di reclutamento ), colpiscano gravemente l'attività di ricerca, rendendo impossibile garantire un'offerta didattica di qualità;
3. la sottrazione di poteri al Senato Accademico, a favore di un Cda composto in larga parte da membri esterni, concretizzi l’intento di imporre un modello di govenance verticistico e antidemocratico delle università pubbliche;
4. l’introduzione del “Fondo speciale per il merito”, composto di strumenti come buoni studio e prestiti d'onore, che prescinderanno dalle condizioni di reddito, sia una grave violazione del diritto allo studio, che dovrebbe essere garantito a tutti gli studenti meritevoli ma privi di mezzi. Tale processo è peraltro aggravato dagli insostenibili tagli al sistema “tradizionale” di DSU, previsti dall’ultima legge finanziaria e dal d.l.78/2010;
5. gli indirizzi adottati dalla CRUI ignorino le profonde critiche espresse dalle componenti del mondo accademico italiano verso la politica universitaria del governo

*Alla luce di quanto rilevato, il Consiglio degli Studenti,*
• esprime la propria contrarietà al Ddl 1905 “Gelmini”, tanto con riferimento alle criticità messe in risalto, quanto con riguardo alla mancanza di coinvolgimento del mondo accademico nel disegno di riforma
• riconosce e fa proprie le motivazioni della protesta dei Ricercatori;
• rileva le oggettive difficoltà nella gestione della maggioranza dei Corsi di Studio dell’Ateneo, createsi con l’astensione dei ricercatori dallo svolgimento di attività didattica non istituzionale e con la progressiva diminuzione dell’organico docente;
• prende atto della sospensione della programmazione delle attività didattiche, per l’a.a. 2010/2011, avvenuta nelle facoltà di Scienze MM. FF. NN., Ingegneria, Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Lingue e Letterature Straniere, Scienze Politiche, Economia, Agraria;
• rileva che la mancanza strutturale di risorse impedirà, già nel futuro immediato, il mantenimento di livelli di sufficienza nelle attività istituzionali dell’ateneo di Pisa;
• denuncia che i pesanti tagli al Diritto allo Studio Universitario e l'istituzione del Fondo per il Merito, comportino il rischio del passaggio da un modello di servizio pubblico, legato alle condizioni economiche degli studenti, ad un sistema di prestiti che costringerà gli studenti ad indebitarsi, prima ancora di entrare nel mondo del lavoro;
• esprime forte contrarietà nei confronti della posizione accondiscendente espressa dalla CRUI e fatta propria dal Magnifico Rettore Pasquali durante lo scorso Senato Accademico, e chiede con forza che l'amministrazione del nostro Ateneo mantenga l'impegno di convocare al più presto un momento nazionale di discussione e protesta nei confronti delle politiche governative in tema di università.

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