Riportiamo la relazione redatta dalla Prof.ssa Cella nel secondo giorno di Open Space:
Le proposte che seguono si intendono rivolte in prima istanza a:
– il Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere
– i Presidenti dei Corsi di Laurea della Facoltà di Lingue e Letterature straniere (compresi i Corsi interfacoltà)
– il Consiglio della Facoltà di Lingue e Letterature straniere
– il Direttore del Centro Linguistico Interdipartimentale (CLI)
– la Commissione didattica della Facoltà di Lingue e Letterature straniere
– i Direttori dei Centri bibliotecari.
Vista l’imminenza del rinnovo di molte cariche istituzionali d’Ateneo, riteniamo opportuno indirizzarle, per la parte di loro competenza, anche a:
– i candidati alla carica di Rettore dell’Ateneo di Pisa,
– i candidati rappresentanti del settore scientifico 5 in Senato Accademico.
In occasione della prossima “Giornata europea delle lingue” (Pisa, 27 settembre 2010) intendiamo sottoporre le proposte qui al § 2 a:
– i rappresentanti istituzionali dell’Unione Europea.
Alcune proposte sono destinate ad una più ampia riflessione, che auspichiamo possa coinvolgere quanti più studenti e docenti possibile e avviarsi fin dall’inizio del prossimo anno accademico (es. la Carta dei diritti e dei doveri di studenti e docenti al § 1.3.1); altre prevedono azioni più immediatamente realizzabili e già pianificabili (es. la razionalizzazione dell’orario degli insegnamenti al § 1.1, l’organizzazione dei seminari trasversali al § 2.1.1, la costituzione della “comunità Erasmus” al § 2.2.).
Sommario: 1. Bisogni degli studenti: 1.1. Tempi, 1.2. Spazi e strumenti (biblioteche e laboratori), 1.3. Didattica; 2. Europeizzazione: 2.1. Europeizzazione, trasversalità, interdisciplinarità, 2.2 Attività Erasmus.
1. Bisogni degli studenti
1.1. Tempi
Tra i fattori che determinano la qualità dell’apprendimento va annoverato il tempo, inteso sia estensivamente come durata di “esposizione alla materia” – arco cronologico complessivo durante il quale lo studente è sollecitato ad assumere l’ottica, le problematiche e la terminologia della disciplina –, sia intensivamente come quantità giornaliera dedicata allo studio. L’eccessiva compressione dei tempi va a netto discapito della qualità: i sistemi di apprendimento “full immersion” funzionano per affinare conoscenze specialistiche, non per formare gli studenti ai primi livelli del percorso universitario. Il tempo per la riflessione e lo studio individuale – indispensabili alla sedimentazione critica delle nozioni e dei metodi – non può essere sostituito dalle attività frontali o guidate, né essere compresso e confinato alle settimane precedenti le verifiche curricolari. L’attuale organizzazione in semestri (10-12 settimane l’uno), la quantità di insegnamenti per semestre e la quantità di ore di lezione per insegnamento configurano un sistema che frammenta i saperi, compartimenta le attività e, moltiplicando le lezioni, moltiplica esponenzialmente i programmi d’esame. Chiediamo quindi che:
1.1.1. vengano ripensate le attuali modalità di semestralizzazione e di organizzazione degli insegnamenti;
1.1.2. si presti maggiore attenzione alla sovrapposizione degli orari degli insegnamenti fondamentali, anche con l’ausilio di opportuni sistemi di gestione informatica che permettano agli studenti di indicare preventivamente i corsi che hanno intenzione di frequentare, onde poter programmare in anticipo orari e aule.
1.2. Spazi e strumenti (biblioteche e laboratori)
1.2.1. Strutture. Per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, chiediamo il potenziamento del numero e dell’efficienza delle aule multimediali, per es. rendendo fruibili le strutture già esistenti.
1.2.2. Informazione. Gli studenti avvertono la carenza di informazione riguardo agli strumenti didattici e scientifici che l’Università offre: a titolo d’esempio, pochi studenti conoscono la biblioteca e i laboratori con materiale audiovisivo del CLI. Una migliore pubblicizzazione attraverso il sito dell’Università o mediante semplici cartelloni informativi nelle facoltà è concretamente possibile.
1.2.3. Accesso. Si chiede inoltre, nonostante la carenza di personale, una maggiore flessibilità nell’apertura e una semplificazione delle procedure di utilizzo di tutte le biblioteche, per esempio eliminando la lettera di presentazione del docente per accedere al prestito.
1.2.4. Finanziamento. L’attuale finanziamento alle biblioteche è insufficiente ai bisogni di studenti e docenti; i tagli di bilancio limitano fortemente la possibilità di apertura, l’acquisto delle monografie e riviste, la manutenzione stessa dei locali. Da quest’anno, per esempio, il prestito interbibliotecario è totalmente a carico dei richiedenti (studenti compresi) e le biblioteche non sono in grado neppure di acquistare i libri in programma d’esame. Chiediamo che alle biblioteche siano garantiti finanziamenti adeguati, almeno tali da permettere il rinnovo degli abbonamenti ai periodici scientifici e l’acquisto dei testi in programma d’esame.
1.3. Didattica
1.3.1. Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e dei docenti. Si propone di formulare, in accordo tra tutte le parti, una Carta dei diritti e dei doveri di studenti e docenti, che espliciti in pochi punti essenziali le regole che presiedono al “contratto metaforico” tra docenti e discenti. In particolare, tale Carta dovrà essere improntata alla trasparenza circa la didattica impartita in ciascun insegnamento, le conoscenze iniziali e quelle finali richieste allo studente (cfr. anche § 1.3.6), la coerenza tra i contenuti impartiti e le modalità d’esame, i criteri di valutazione, nonché gli obblighi didattici e amministrativi dei docenti.
1.3.2. Trasparenza. Chiediamo l’opportuna pubblicizzazione degli strumenti già esistenti (registri elettronici in UniMap, da tenere regolarmente aggiornati) e la loro implementazione, per esempio con l’indicazione dei seminari organizzati e delle prove finali e delle tesi di laurea e dottorato seguite da ciascun docente.
1.3.3. Valutazione. La valutazione anonima della didattica va potenziata, migliorandone la significatività e la tempistica (per es. non proponendola nell’ultima settimana del semestre, quando parte delle lezioni sono già terminate e il numero degli studenti non è più rappresentativo), e ideando inoltre opportune forme di pubblicizzazione dei risultati.
1.3.4. Organizzazione. Gli studenti auspicano che i corsi di letteratura e lingua e i relativi esami siano svolti nella relativa lingua straniera, almeno dal secondo anno in poi. Chiedono inoltre che le esercitazioni e i lettorati siano svolti con gruppi di studenti ad un livello omogeneo di conoscenze, e che le ore di attività previste siano inversamente proporzionali al livello di partenza (prevedendo quindi molte più ore per i principianti, in modo da metterli in grado di seguire i corsi tenuti in lingua).
1.3.5. Coordinamento interdisciplinare. Una buona concertazione tra i docenti costituirebbe un argine alla frammentazione del sapere: per es., sarebbe opportuno che gli insegnamenti letterari delle diverse lingue fossero coordinati, almeno per quanto riguarda i diversi periodi storico-letterari affrontati negli stessi anni di corso, così come gli insegnamenti di linguistica generale e quelli delle linguistiche straniere (in quest’ultimo caso prevedendo che i primi siano propedeutici ai secondi). Gli studenti auspicano che i lettori possano essere rappresentati negli organi decisionali.
1.3.6. Attenzione alla propedeuticità. Nell’ottica della trasparenza e del “contratto metaforico” tra docenti e studenti, ogni docente dovrebbe esplicitare gli obiettivi di ciascun insegnamento, anche tenendo conto di quanto già impartito nell’ambito del corso di studi. Particolare attenzione andrebbe riservata all’illustrazione dei principi e della terminologia specialistica della materia, per rendere preventivamente consapevole lo studente delle problematiche affrontate (per es. redigendo una dispensa comune agli insegnamenti della Facoltà con l’illustrazione della terminologia linguistica e letteraria di base, nel solco di quanto già fatto per la preparazione alla prova d’accesso).
2. Europeizzazione
2.1 Europeizzazione, trasversalità, interdisciplinarità
Partendo dal presupposto che una Facoltà di Lingue come la nostra, a netta e prevalente vocazione eurocentrica, deve formare cittadini e studiosi consapevoli della pluralità ed eterogeneità culturale e linguistica dell'Europa contemporanea; che è sentita l'esigenza, in particolare da parte degli studenti, di una didattica alternativa alla lezione frontale; che è sentita l'esigenza, in particolare tra i docenti delle aree linguistiche e letterarie, di una maggiore collaborazione in vista della realizzazione di dinamiche culturali comuni e trasversali, si propone:
2.1.1. la realizzazione di seminari trasversali su argomenti linguistici, letterari, culturali (per esempio “Il Quijote nelle culture europee”, “Lo statuto delle lingue nell’Europa di oggi”, ecc.), che abbiano carattere pluridisciplinare e seminariale, con cadenza regolare;
2.1.2. il potenziamento dell’orientamento in entrata, per sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori e i neoiscritti sul pluralismo linguistico della UE e sulla necessità della formazione interdisciplinare e comparatistica della formazione linguistica e letteraria dello studente di lingue e letterature straniere;
2.1.3. la collaborazione con gli Enti esteri di cultura e una maggiore attenzione ai progetti europei, per favorire lo scambio di docenti e di studenti e per reperire fondi da utilizzare per i seminari stessi (inviti di scrittori, poeti, saggisti, docenti stranieri).
Questa proposta, nelle sue articolazioni, mira a incrementare la coscienza dei punti di contatto e di divergenza tra le lingue, letterature e culture europee; a sensibilizzare alla comparazione tra lingue, letterature e culture europee anche in vista della promozione delle aree considerate periferiche e/o minoritarie; a stimolare la consapevolezza critica sul pluralismo letterario e linguistico della cultura occidentale nelle sue varie declinazioni; a fornire competenze alternative da poter spendere nel mondo della ricerca e del lavoro.
2.2. Potenziamento delle attività Erasmus
Proponiamo il potenziamento degli scambi tra studenti italiani della Facoltà di lingue e letterature straniere e studenti stranieri (Erasmus e non Erasmus) attraverso una serie di azioni immediatamente pianificabili e attuabili già a partire dal prossimo anno accademico:
2.2.1. la costituzione di una “comunità Erasmus”, che favorisca i contatti tra studenti in entrata e in uscita, che promuova in modo divulgativo aspetti dei Paesi ospitanti e favorisca la conoscenza mutua e la comunicazione tra gli interessati (con relativo potenziamento del “tandem linguistico”);
2.2.2. l’istituzione di una giornata informativa (o di accoglienza) per studenti italiani e stranieri, all’inizio dell’anno accademico, nella quale gli studenti stessi presentino iniziative che possano contribuire all’integrazione e allo scambio di idee tra studenti interni ed esterni. Tali attività potrebbero essere organizzate per gruppi o aree linguistiche, comprendendo anche momenti conviviali e serate a tema che coinvolgano attivamente anche gli studenti stranieri, chiamati a presentare il loro paese d’origine ai colleghi italiani. A livello operativo, si tratta di creare una rete di contatti, con una mailing list o tramite Facebook per poter informare tutti gli interessati su eventuali attività. A questo scopo sarebbe utile intensificare i contatti con gli uffici Erasmus delle Facoltà, l’ufficio Relazioni internazionali dell’Ateneo e il CLI, affinché contribuiscano a pubblicizzare la giornata e le attività.
2.2.3 l’istituzione di un foyer internazionale, ovvero di un luogo di Facoltà (per es. l’aula 2B di palazzo Curini) attrezzato con un televisore e un lettore DVD, luogo in cui gli studenti possano incontrarsi per vedere un film e discuterne.
Le proposte che seguono si intendono rivolte in prima istanza a:
– il Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere
– i Presidenti dei Corsi di Laurea della Facoltà di Lingue e Letterature straniere (compresi i Corsi interfacoltà)
– il Consiglio della Facoltà di Lingue e Letterature straniere
– il Direttore del Centro Linguistico Interdipartimentale (CLI)
– la Commissione didattica della Facoltà di Lingue e Letterature straniere
– i Direttori dei Centri bibliotecari.
Vista l’imminenza del rinnovo di molte cariche istituzionali d’Ateneo, riteniamo opportuno indirizzarle, per la parte di loro competenza, anche a:
– i candidati alla carica di Rettore dell’Ateneo di Pisa,
– i candidati rappresentanti del settore scientifico 5 in Senato Accademico.
In occasione della prossima “Giornata europea delle lingue” (Pisa, 27 settembre 2010) intendiamo sottoporre le proposte qui al § 2 a:
– i rappresentanti istituzionali dell’Unione Europea.
Alcune proposte sono destinate ad una più ampia riflessione, che auspichiamo possa coinvolgere quanti più studenti e docenti possibile e avviarsi fin dall’inizio del prossimo anno accademico (es. la Carta dei diritti e dei doveri di studenti e docenti al § 1.3.1); altre prevedono azioni più immediatamente realizzabili e già pianificabili (es. la razionalizzazione dell’orario degli insegnamenti al § 1.1, l’organizzazione dei seminari trasversali al § 2.1.1, la costituzione della “comunità Erasmus” al § 2.2.).
Sommario: 1. Bisogni degli studenti: 1.1. Tempi, 1.2. Spazi e strumenti (biblioteche e laboratori), 1.3. Didattica; 2. Europeizzazione: 2.1. Europeizzazione, trasversalità, interdisciplinarità, 2.2 Attività Erasmus.
1. Bisogni degli studenti
1.1. Tempi
Tra i fattori che determinano la qualità dell’apprendimento va annoverato il tempo, inteso sia estensivamente come durata di “esposizione alla materia” – arco cronologico complessivo durante il quale lo studente è sollecitato ad assumere l’ottica, le problematiche e la terminologia della disciplina –, sia intensivamente come quantità giornaliera dedicata allo studio. L’eccessiva compressione dei tempi va a netto discapito della qualità: i sistemi di apprendimento “full immersion” funzionano per affinare conoscenze specialistiche, non per formare gli studenti ai primi livelli del percorso universitario. Il tempo per la riflessione e lo studio individuale – indispensabili alla sedimentazione critica delle nozioni e dei metodi – non può essere sostituito dalle attività frontali o guidate, né essere compresso e confinato alle settimane precedenti le verifiche curricolari. L’attuale organizzazione in semestri (10-12 settimane l’uno), la quantità di insegnamenti per semestre e la quantità di ore di lezione per insegnamento configurano un sistema che frammenta i saperi, compartimenta le attività e, moltiplicando le lezioni, moltiplica esponenzialmente i programmi d’esame. Chiediamo quindi che:
1.1.1. vengano ripensate le attuali modalità di semestralizzazione e di organizzazione degli insegnamenti;
1.1.2. si presti maggiore attenzione alla sovrapposizione degli orari degli insegnamenti fondamentali, anche con l’ausilio di opportuni sistemi di gestione informatica che permettano agli studenti di indicare preventivamente i corsi che hanno intenzione di frequentare, onde poter programmare in anticipo orari e aule.
1.2. Spazi e strumenti (biblioteche e laboratori)
1.2.1. Strutture. Per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, chiediamo il potenziamento del numero e dell’efficienza delle aule multimediali, per es. rendendo fruibili le strutture già esistenti.
1.2.2. Informazione. Gli studenti avvertono la carenza di informazione riguardo agli strumenti didattici e scientifici che l’Università offre: a titolo d’esempio, pochi studenti conoscono la biblioteca e i laboratori con materiale audiovisivo del CLI. Una migliore pubblicizzazione attraverso il sito dell’Università o mediante semplici cartelloni informativi nelle facoltà è concretamente possibile.
1.2.3. Accesso. Si chiede inoltre, nonostante la carenza di personale, una maggiore flessibilità nell’apertura e una semplificazione delle procedure di utilizzo di tutte le biblioteche, per esempio eliminando la lettera di presentazione del docente per accedere al prestito.
1.2.4. Finanziamento. L’attuale finanziamento alle biblioteche è insufficiente ai bisogni di studenti e docenti; i tagli di bilancio limitano fortemente la possibilità di apertura, l’acquisto delle monografie e riviste, la manutenzione stessa dei locali. Da quest’anno, per esempio, il prestito interbibliotecario è totalmente a carico dei richiedenti (studenti compresi) e le biblioteche non sono in grado neppure di acquistare i libri in programma d’esame. Chiediamo che alle biblioteche siano garantiti finanziamenti adeguati, almeno tali da permettere il rinnovo degli abbonamenti ai periodici scientifici e l’acquisto dei testi in programma d’esame.
1.3. Didattica
1.3.1. Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e dei docenti. Si propone di formulare, in accordo tra tutte le parti, una Carta dei diritti e dei doveri di studenti e docenti, che espliciti in pochi punti essenziali le regole che presiedono al “contratto metaforico” tra docenti e discenti. In particolare, tale Carta dovrà essere improntata alla trasparenza circa la didattica impartita in ciascun insegnamento, le conoscenze iniziali e quelle finali richieste allo studente (cfr. anche § 1.3.6), la coerenza tra i contenuti impartiti e le modalità d’esame, i criteri di valutazione, nonché gli obblighi didattici e amministrativi dei docenti.
1.3.2. Trasparenza. Chiediamo l’opportuna pubblicizzazione degli strumenti già esistenti (registri elettronici in UniMap, da tenere regolarmente aggiornati) e la loro implementazione, per esempio con l’indicazione dei seminari organizzati e delle prove finali e delle tesi di laurea e dottorato seguite da ciascun docente.
1.3.3. Valutazione. La valutazione anonima della didattica va potenziata, migliorandone la significatività e la tempistica (per es. non proponendola nell’ultima settimana del semestre, quando parte delle lezioni sono già terminate e il numero degli studenti non è più rappresentativo), e ideando inoltre opportune forme di pubblicizzazione dei risultati.
1.3.4. Organizzazione. Gli studenti auspicano che i corsi di letteratura e lingua e i relativi esami siano svolti nella relativa lingua straniera, almeno dal secondo anno in poi. Chiedono inoltre che le esercitazioni e i lettorati siano svolti con gruppi di studenti ad un livello omogeneo di conoscenze, e che le ore di attività previste siano inversamente proporzionali al livello di partenza (prevedendo quindi molte più ore per i principianti, in modo da metterli in grado di seguire i corsi tenuti in lingua).
1.3.5. Coordinamento interdisciplinare. Una buona concertazione tra i docenti costituirebbe un argine alla frammentazione del sapere: per es., sarebbe opportuno che gli insegnamenti letterari delle diverse lingue fossero coordinati, almeno per quanto riguarda i diversi periodi storico-letterari affrontati negli stessi anni di corso, così come gli insegnamenti di linguistica generale e quelli delle linguistiche straniere (in quest’ultimo caso prevedendo che i primi siano propedeutici ai secondi). Gli studenti auspicano che i lettori possano essere rappresentati negli organi decisionali.
1.3.6. Attenzione alla propedeuticità. Nell’ottica della trasparenza e del “contratto metaforico” tra docenti e studenti, ogni docente dovrebbe esplicitare gli obiettivi di ciascun insegnamento, anche tenendo conto di quanto già impartito nell’ambito del corso di studi. Particolare attenzione andrebbe riservata all’illustrazione dei principi e della terminologia specialistica della materia, per rendere preventivamente consapevole lo studente delle problematiche affrontate (per es. redigendo una dispensa comune agli insegnamenti della Facoltà con l’illustrazione della terminologia linguistica e letteraria di base, nel solco di quanto già fatto per la preparazione alla prova d’accesso).
2. Europeizzazione
2.1 Europeizzazione, trasversalità, interdisciplinarità
Partendo dal presupposto che una Facoltà di Lingue come la nostra, a netta e prevalente vocazione eurocentrica, deve formare cittadini e studiosi consapevoli della pluralità ed eterogeneità culturale e linguistica dell'Europa contemporanea; che è sentita l'esigenza, in particolare da parte degli studenti, di una didattica alternativa alla lezione frontale; che è sentita l'esigenza, in particolare tra i docenti delle aree linguistiche e letterarie, di una maggiore collaborazione in vista della realizzazione di dinamiche culturali comuni e trasversali, si propone:
2.1.1. la realizzazione di seminari trasversali su argomenti linguistici, letterari, culturali (per esempio “Il Quijote nelle culture europee”, “Lo statuto delle lingue nell’Europa di oggi”, ecc.), che abbiano carattere pluridisciplinare e seminariale, con cadenza regolare;
2.1.2. il potenziamento dell’orientamento in entrata, per sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori e i neoiscritti sul pluralismo linguistico della UE e sulla necessità della formazione interdisciplinare e comparatistica della formazione linguistica e letteraria dello studente di lingue e letterature straniere;
2.1.3. la collaborazione con gli Enti esteri di cultura e una maggiore attenzione ai progetti europei, per favorire lo scambio di docenti e di studenti e per reperire fondi da utilizzare per i seminari stessi (inviti di scrittori, poeti, saggisti, docenti stranieri).
Questa proposta, nelle sue articolazioni, mira a incrementare la coscienza dei punti di contatto e di divergenza tra le lingue, letterature e culture europee; a sensibilizzare alla comparazione tra lingue, letterature e culture europee anche in vista della promozione delle aree considerate periferiche e/o minoritarie; a stimolare la consapevolezza critica sul pluralismo letterario e linguistico della cultura occidentale nelle sue varie declinazioni; a fornire competenze alternative da poter spendere nel mondo della ricerca e del lavoro.
2.2. Potenziamento delle attività Erasmus
Proponiamo il potenziamento degli scambi tra studenti italiani della Facoltà di lingue e letterature straniere e studenti stranieri (Erasmus e non Erasmus) attraverso una serie di azioni immediatamente pianificabili e attuabili già a partire dal prossimo anno accademico:
2.2.1. la costituzione di una “comunità Erasmus”, che favorisca i contatti tra studenti in entrata e in uscita, che promuova in modo divulgativo aspetti dei Paesi ospitanti e favorisca la conoscenza mutua e la comunicazione tra gli interessati (con relativo potenziamento del “tandem linguistico”);
2.2.2. l’istituzione di una giornata informativa (o di accoglienza) per studenti italiani e stranieri, all’inizio dell’anno accademico, nella quale gli studenti stessi presentino iniziative che possano contribuire all’integrazione e allo scambio di idee tra studenti interni ed esterni. Tali attività potrebbero essere organizzate per gruppi o aree linguistiche, comprendendo anche momenti conviviali e serate a tema che coinvolgano attivamente anche gli studenti stranieri, chiamati a presentare il loro paese d’origine ai colleghi italiani. A livello operativo, si tratta di creare una rete di contatti, con una mailing list o tramite Facebook per poter informare tutti gli interessati su eventuali attività. A questo scopo sarebbe utile intensificare i contatti con gli uffici Erasmus delle Facoltà, l’ufficio Relazioni internazionali dell’Ateneo e il CLI, affinché contribuiscano a pubblicizzare la giornata e le attività.
2.2.3 l’istituzione di un foyer internazionale, ovvero di un luogo di Facoltà (per es. l’aula 2B di palazzo Curini) attrezzato con un televisore e un lettore DVD, luogo in cui gli studenti possano incontrarsi per vedere un film e discuterne.
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